Pantaleone Rombolà alla Biennale di Vibo Valentia: la materia che diventa anima

Pantaleone Rombolà alla Biennale di Vibo Valentia: la materia che diventa anima
La Biennale di Vibo Valentia accoglie tra i suoi protagonisti Pantaleone Rombolà, artista poliedrico e voce autentica del territorio calabrese, capace di trasformare la materia in racconto, memoria e visione. La sua presenza impreziosirà un evento che celebra l’arte in tutte le sue forme, offrendo al pubblico un incontro con uno dei più versatili creativi del panorama regionale.
Nato il 7 giugno 1973 nella provincia di Vibo Valentia, Rombolà è un artista che porta nelle mani la forza del suo luogo d’origine e negli occhi la profondità di chi ha fatto dell’arte un percorso di vita. Cresciuto a Mesiano, ai piedi del Monte Poro, trova nella quiete del paese la scintilla creativa che lo accompagnerà per sempre. Fin da bambino rivela un talento naturale per il disegno e la pittura, una predisposizione che lo condurrà a studiare presso l’Istituto Statale d’Arte D. Colao di Vibo Valentia, dove nel 1994 consegue il diploma di maturità come disegnatore di architettura e arredamento. Trasferitosi a Catanzaro, prosegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti, specializzandosi in scultura e ottenendo con il massimo dei voti prima il diploma accademico e successivamente quello di secondo livello nelle discipline plastiche. È abilitato all’insegnamento delle discipline scultoree e scenoplastiche (A-14) e oggi è docente presso i Licei Artistici di Lamezia Terme e Squillace Lido, dove trasmette ai giovani la sapienza di un'arte che è manualità, intuizione e sensibilità. Dal 2002 apre la sua bottega d’arte, “Studio L’Arte dei Semplici”, un luogo in cui sperimentazione e tradizione convivono armoniosamente. Qui Rombolà si dedica a scultura, pittura, ceramica, restauro, decorazioni e modellato plastico, sviluppando uno stile personale che si muove con naturalezza tra realismo, impressionismo, simbolismo e astrattismo. Artista eccentrico e multidisciplinare, possiede una maestria rara nella lavorazione della terracotta, della ceramica decorativa, della cartapesta e nella ritrattistica. Il suo percorso è costellato da opere pubbliche, monumenti, murales, sculture sacre e partecipazioni a mostre collettive e personali che hanno segnato il tessuto culturale calabrese. Tra i lavori più rappresentativi: – Il Monumento ai Caduti a Cessaniti (2015) – Il Monumento alla civiltà contadina a Rombiolo (2014) – La scultura in bronzo raffigurante Guglielmo Marconi per il Comune di Maratea (2022) – La raffigurazione plastica del Cristo Sofferente a Mesiano (2013) – Numerosi interventi scultorei e pittorici per enti religiosi della Calabria – Il libro Terra Acqua e Fuoco – Il bello, il vero e il buono (2024) Ha partecipato inoltre a prestigiose collettive come Arte Sacra – Gli Artisti del Giubileo (2025), con la scultura del Redentore in terracotta, ed è autore di murales e opere pubbliche che custodiscono la memoria storica dei luoghi. La sua presenza alla Biennale di Vibo Valentia rappresenta un ritorno alle origini, un abbraccio con la terra che lo ha visto nascere e crescere. Rombolà porterà in mostra la forza del suo linguaggio artistico, la sua capacità di modellare la materia come fosse respiro, di cogliere il divino nelle piccole cose, di trasformare il gesto in rivelazione. In un evento che vuole essere celebrazione della creatività calabrese, Pantaleone Rombolà si afferma come uno dei nomi più significativi: un artista che non si limita a rappresentare la realtà, ma la interpreta, la plasma, la trasfigura. Alla Biennale, la sua opera sarà una porta aperta sulla memoria, sulla spiritualità e sulla dignità del fare artistico. (Sonia Demurtas)

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