Quando l’arte diventa casa: il miracolo condiviso della Niceforo
Ci sono eventi che si esauriscono in una sera.
E poi ce ne sono altri che continuano a vibrare dentro, come una musica lenta che accompagna i giorni.
Il vernissage alla Galleria d’Arte Niceforo di Reggio Calabria appartiene a questa seconda, rara categoria: non è stato solo un incontro d’arte, ma una rivelazione collettiva.
Fin dalle prime ore, l’aria era diversa.
Si respirava un entusiasmo autentico, una felicità discreta ma potente, quella che nasce quando le anime si riconoscono. Gli artisti, uno ad uno, hanno sentito di essere nel posto giusto: accolti, compresi, ascoltati. E questo si è visto negli sguardi, nei silenzi, negli abbracci spontanei.
I commenti degli ospiti – tra cui professori universitari, accademici dell’arte, critici e studiosi – sono stati numerosi e profondi.
Non semplici complimenti, ma parole che sanno leggere tra le righe: “Qui c’è visione”, “Qui c’è identità”, “Qui l’arte è viva”.
Anche giornalisti e operatori culturali hanno colto subito il valore dell’evento, così come la TV locale, che ha voluto raccontare questo momento come un segnale luminoso per la città.
La critica d’arte Sonia Demurtas ha trovato in Reggio Calabria – e in particolare nello spazio Niceforo – un terreno fertile, ricco di humus emotivo, di radici, di desiderio di bellezza.
Un luogo dove l’arte non viene “mostrata”, ma coltivata.
Dove l’identità non è una parola astratta, ma un sentimento condiviso.
Un ringraziamento speciale va all’artista Francesco Logoteta, geniale curatore dell’evento espositivo.
Nulla è stato lasciato al caso.
Ha studiato l’installazione delle opere come si compone una partitura: ogni tela aveva la sua distanza, il suo respiro, la sua luce. Una luce soave e calibrata, capace di accarezzare i colori senza violarli.
Un gesto d’amore, prima ancora che di tecnica.
Ogni dettaglio ha contribuito alla magia:
i due musicisti che hanno riscaldato l’ambiente con armonie raffinate,
la luce delle candele accanto al buffet di dolci,
la bellezza dello stare insieme in uno spazio caldo e accogliente,
dove sorrisi ed emozioni sincere hanno fatto da cornice all’arte.
Non era solo una mostra.
Era una comunità temporanea di cuori aperti.
E poi, come sempre accade quando l’arte è vera, tutto è diventato esperienza:
le poesie che hanno fermato il tempo,
i foulard che sono scesi dalle pareti per danzare sui corpi,
i quadri che hanno imparato a camminare tra la gente.
Tutto è stato – senza esagerare – magico.
Ma soprattutto: necessario.
Perché lo spirito dello stare insieme fa bene al cuore.
Fa bene all’arte.
Fa bene alle città che vogliono ancora sognare.
La Niceforo non è solo una galleria.
È un luogo che ti attraversa.
Una casa dell’anima.
Un punto di luce in cui l’arte non si espone…
si condivide.
E ciò che è stato vissuto lì non finisce con l’evento.
Continua nei pensieri, nei gesti, nei nuovi progetti che stanno già nascendo.
Perché quando l’arte incontra l’amore…
non resta mai ferma. ✨











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