Antonio Teti nel libro della Biennale di Vibo Valentia

Antonio Teti è una delle presenze più luminose e poliedriche della prima edizione della **Biennale di Vibo Valentia**, tenutasi dal 13 al 15 dicembre 2025 al Valentianum, sotto la direzione visionaria della critica d’arte **Sonia Demurtas**. Fotografo, pittore e artista versatile originario di Filogaso (VV), ha portato alla manifestazione il suo sguardo che custodisce la luce, contribuendo in modo significativo al volume ufficiale *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro*, a cura di Sonia Demurtas (SD Collezioni Editoriali, in uscita nel 2026). Nato nel 1975 a Filogaso, Antonio Teti ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte vibonese, iniziando il suo percorso come pittore per poi espandersi in altorilievi, fotografia d’arte e riprese video. La sua arte è un dialogo continuo con la Calabria: paesaggi sospesi tra silenzio, cielo e mare, volti che raccontano storie di sacrifici e speranze, scorci quotidiani catturati con un obiettivo rispettoso e attento. Le sue fotografie non documentano semplicemente: respirano, custodiscono memoria visiva e identità condivisa, trasformando l’istante in eternità. Poliedrico e istintivo, Teti sa dare forma alle cose con una sensibilità che unisce realismo emotivo e ricerca della luce interiore, rendendo ogni immagine un atto di protezione e celebrazione della sua terra.
Nella Biennale *Hipponion Aeterna* – evento ideato da Sonia Demurtas come ponte tra il mito antico di Hipponion e il futuro dell’arte contemporanea – Antonio Teti ha ricoperto un ruolo doppio e prezioso: presente con una sua opera esposta al Valentianum, ha anche agito come fotografo ufficiale dell’evento, immortalando con discrezione e maestria i momenti intensi dei tre giorni – dal taglio del nastro con Francesco Saverio Capria, alle letture poetiche, alla sfilata artistica con foulard d’arte, fino alle emozioni del pubblico. Accanto a nomi come Nadia Martorano, Eleonora Laganà, Tonio Fortebraccio, Melina Morelli, Roky Marchese, Valeria Scarano e molti altri, il suo sguardo ha arricchito la coralità dell’esposizione, offrendo un contrappunto di memoria visiva che ha reso indelebile l’atmosfera vibrante del Valentianum. La sua collaborazione con Demurtas si è estesa anche al progetto collegato “Artisti e Poeti del Terzo Millennio – Selezione Platinum”, esposto alla Galleria Niceforo di Reggio Calabria nel gennaio-febbraio 2026, dove ha ricevuto riconoscimenti speciali per il suo contributo fotografico. Attivo in mostre personali (come quella inaugurata a Filogaso nel dicembre 2025) e collettive, premiato per la sua capacità di raccontare la Calabria attraverso i colori e la luce, Antonio Teti incarna l’essenza di un’arte che parte dalla radice territoriale per raggiungere un respiro universale: la fotografia diventa custodia della bellezza, la pittura e l’altorilievo estensione del suo sguardo sensibile. Le sue creazioni invitano a una percezione profonda, dove la luce non illumina solo il visibile, ma rivela l’anima dei luoghi e delle persone. Il volume *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro* – interamente a colori e concepito come archivio eterno di quei tre giorni vibranti – dedicherà spazio alla sua figura, con riproduzioni delle opere esposte, immagini scattate durante l’evento e testi critici che ne evidenziano la capacità di fondere poliedricità artistica e sensibilità documentaria. Antonio Teti rappresenta quella rara alchimia tra istinto creativo e sguardo protettivo: un artista che illumina la Calabria con luce interiore, unendo tradizione e contemporaneità in un abbraccio di memoria e visione. Nel contesto del progetto di Sonia Demurtas, la sua partecipazione non è stata solo esposizione, ma contributo essenziale a un dialogo tra generazioni, terre e linguaggi artistici. Un fotografo e artista che, con i suoi scatti carichi di anima e le sue opere poliedriche, continua a ricordarci che la vera bellezza nasce dall’ascolto della luce e dalla generosità nel custodirla. Nel volume curato da Demurtas, Antonio Teti si conferma testimone luminoso di come l’arte possa essere al tempo stesso memoria visiva, identità condivisa e celebrazione eterna della Calabria, unendo Filogaso a Vibo Valentia in un unico canto di luce e sguardo eterno.

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