Corrado Corradino nel libro della Biennale di Vibo Valentia
Corrado Corradino rappresenta una delle presenze più significative e autentiche della **Biennale di Vibo Valentia**, l'evento culturale che ha trasformato il Valentianum in un polo vivo di dialogo tra arti visive, poesia, moda e creatività contemporanea. La sua partecipazione non è solo un'esposizione di opere: è l'arrivo di una voce profonda, radicata nell'identità calabrese, che porta con sé narrazione, memoria e una poetica intensa capace di toccare corde universali.
Nato a **Dasà**, piccolo borgo delle Serre vibonesi, Corradino Corrado è architetto e pittore e poeta per autentica vocazione. La sua doppia anima – tecnica e artistica – si riflette in un linguaggio espressivo unico: da un lato il rigore del disegno progettuale, dall'altro la libertà visionaria della tela e della parola. Le sue opere non sono mere rappresentazioni: sono sintesi emotive della Calabria, metafore viventi di un territorio che intreccia sacro e profano, Magna Grecia e devozione popolare, fatica contadina e slancio spirituale.
Nei suoi dipinti emerge spesso la dimensione corale del popolo calabrese: scene che sembrano feste patronali – come quella della Madonna del Carmine a Vibo – trasposte sulla tela con colori accesi, figure dense di espressività e una luce che filtra come memoria antica. Il sacro permea le sue composizioni: il divino non è lontano, ma si incarna nei gesti quotidiani, nelle processioni, negli sguardi dei protagonisti umili e dignitosi. È una pittura che parla di radici, di identità ferita ma resiliente, di una spiritualità che resiste al tempo e alle trasformazioni.
Il percorso di Corradino è costellato di riconoscimenti importanti. Ha ottenuto il **primo premio** nella sezione Pittura Figurativa alla Biennale di Arte Contemporanea di Catanzaro al Museo MARCA, con opere come *Lavoro si fa fierezza* e *'Ncrinata Dasaese*, che celebrano il lavoro come valore identitario e la devozione popolare come atto di resistenza culturale. Ha tenuto personali di successo, tra cui quella presso l'Ordine degli Architetti di Vibo Valentia, e ha partecipato a numerose collettive che ne hanno consolidato la reputazione come narratore visivo della Calabria profonda.
Alla Biennale di Vibo Valentia – la prima edizione che ha visto la luce nel dicembre 2025 sotto la direzione artistica di Sonia Demurtas – Corradino Corrado porta non solo tele, ma un intero percorso umano e artistico. La sua presenza è stata salutata come uno dei momenti clou della manifestazione: un artista che incarna l'anima del territorio, capace di dialogare con linguaggi contemporanei senza perdere la propria radice identitaria. Le sue opere contribuiscono a quel “progetto culturale corale” voluto dalla curatrice, dove generazioni, sensibilità e discipline si incontrano nel segno di un'estetica che non dimentica l'etica.
La sua inclusione nel volume ufficiale della Biennale – il libro che raccoglie le opere, i testi critici e le testimonianze di questa edizione inaugurale – sigilla un riconoscimento importante. Non si tratta solo di documentare una partecipazione: è la consacrazione di un artista che ha saputo trasformare l'esperienza personale e collettiva in visioni eterne, capaci di parlare alla Calabria di oggi e di domani.
In un'epoca di accelerazioni e smaterializzazioni, Corradino Corrado ci ricorda che l'arte può ancora essere radice, racconto, appartenenza. La sua presenza nel libro della Biennale di Vibo Valentia non è solo un capitolo: è una dichiarazione d'amore per la propria terra, dipinta con il cuore e con il colore della memoria.





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