La poetessa Matilde D'amore è presente nell' antologia dedicata alla Biennale di Vibo Valentia a cura di Sonia Demurtas

Matilde D’Amore è una delle voci poetiche più delicate e costanti della prima edizione della **Biennale di Vibo Valentia**, tenutasi dal 13 al 15 dicembre 2025 al Valentianum, sotto la direzione visionaria della critica d’arte **Sonia Demurtas**. Poetessa laziale di grande sensibilità lirica, ha portato al volume ufficiale *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro*, a cura di Sonia Demurtas (SD Collezioni Editoriali, in uscita nel 2026), il suo contributo poetico fedele e luminoso. Matilde D’Amore intreccia versi di introspezione, tenerezza e celebrazione della vita quotidiana: poesie che catturano frammenti di emozioni con una limpidezza quasi cristallina, trasformando il piccolo in universale. La sua scrittura è un invito gentile alla contemplazione, dove l’amore, la memoria e la bellezza semplice trovano spazio per respirare e illuminare. Nella Biennale *Hipponion Aeterna* – evento ideato da Sonia Demurtas come ponte tra il mito antico di Hipponion e il futuro dell’arte contemporanea – Matilde D’Amore è stata presente grazie al **Calendario d’Autore SD Collection 2026**, in cui compare con sue liriche accanto a poeti come Mimma Febbraro, Carla Croce, Unida Maria Luigia, Massimo Spagna e Anna Alfano. Alcune sue poesie sono state lette durante le giornate dedicate alla parola poetica, aggiungendo un timbro di dolcezza e riflessione alla coralità dell’evento e dialogando con le opere visive esposte. Sempre presente nelle iniziative curate da Sonia Demurtas – dall’Accademia Fior di Loto alle rassegne antologiche e ai progetti editoriali – Matilde D’Amore incarna la fedeltà di una poesia che unisce il Lazio alla Calabria in un abbraccio di sensibilità condivisa.
Il volume *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro* – interamente a colori e concepito come archivio eterno di quei tre giorni vibranti – dedicherà spazio alla sua figura, con estratti poetici dal calendario e riferimenti alle letture, testimoniando la sua capacità di trasformare il verso in luce discreta e duratura. Nel contesto del progetto di Sonia Demurtas, il suo contributo non è stato solo presenza, ma essenza costante di un dialogo tra terre e generazioni. Una poetessa che, con i suoi versi gentili e sempre presenti, continua a ricordarci che la vera bellezza nasce dall’ascolto silenzioso del cuore e dalla generosità nel condividerlo. Nel volume curato da Demurtas, Matilde D’Amore si conferma testimone luminosa di come la poesia possa essere al tempo stesso respiro intimo e ponte eterno tra Lazio e Calabria.

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