L'artista Nino Romano sarà presente nel volume della Biennale di Vibo Valentia a cura di Sonia Demurtas

Nino Romano è una delle presenze più evocative e radicate della prima edizione della **Biennale di Vibo Valentia**, tenutasi dal 13 al 15 dicembre 2025 al Valentianum, sotto la direzione visionaria della critica d’arte **Sonia Demurtas**. Pittore calabrese nato a Scilla (RC) nel 1959, ha portato alla manifestazione un omaggio vibrante al Mediterraneo, contribuendo con forza al volume ufficiale *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro*, a cura di Sonia Demurtas (SD Collezioni Editoriali, in uscita nel 2026). Autodidatta per vocazione, nonostante una formazione scolastica tecnica, Nino Romano ha scoperto fin da giovane la pittura come linguaggio dell’anima, trasformando scorci di Calabria e Sicilia in tele cariche di luce, mare e memoria. Le sue opere – oli e acrilici su tela – celebrano il paesaggio come narrazione viva: marine che respirano al crepuscolo, vedute panoramiche di Chianalea di Scilla, borghi aggrappati alla costa, riflessi di sole che danzano sull’acqua. La sua pennellata è realistica ma poetica, capace di catturare non solo la forma, ma l’emozione profonda di un territorio che è al tempo stesso aspro e luminoso, antico e eterno. Nella Biennale *Hipponion Aeterna* – evento ideato da Sonia Demurtas come ponte tra il mito di Hipponion e l’orizzonte contemporaneo dell’arte – Nino Romano si è distinto per la forza mediterranea delle sue composizioni. Le sue marine e i suoi scorci hanno dialogato con la coralità dell’esposizione, offrendo un contrappunto di radicamento territoriale in un contesto che univa artisti da tutta Italia e oltre. La sua pittura è stata descritta come un “inno al Mediterraneo”: un susseguirsi di racconti di luce che trasformano la tela in orizzonte, dove arte, terra e anima si incontrano in un unico gesto creativo. Presente tra nomi come Alfredo Campagna, Eleonora Laganà, Liliana Condemi, Nadia Martorano e molti altri, ha contribuito a rendere il Valentianum un luogo di incontro autentico tra linguaggi visivi e sensibilità diverse. Pluripremiato in concorsi e attivo in mostre personali e collettive, Nino Romano incarna l’essenza di un’arte che parte dalla Calabria per parlare all’universale: paesaggi che non sono mera rappresentazione, ma restaurazione della centralità dei luoghi, esaltazione della natura e riflessione intima sul rapporto tra uomo e orizzonte. Le sue opere invitano lo spettatore a immergersi, a sognare, a riflettere sui colori captati dalla luce del Sud.
Il volume *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro* – interamente a colori e concepito come archivio eterno di quei tre giorni intensi – dedicherà spazio significativo alla sua figura, con riproduzioni fedeli delle opere esposte e testi critici che ne evidenziano la capacità di trasformare il paesaggio in narrazione emotiva. Nino Romano rappresenta quella rara alchimia tra realismo e poesia: un pittore che non descrive la Calabria, ma la fa respirare sulla tela, unendo tradizione e contemporaneità in un abbraccio di luce. Nel contesto del progetto di Sonia Demurtas, la sua partecipazione non è stata solo esposizione, ma contributo essenziale a un dialogo tra generazioni e terre. Un artista che, con i suoi mari e i suoi borghi illuminati, continua a ricordarci che la vera bellezza nasce dall’ascolto della propria radice e dalla generosità nel condividerla. Nel volume curato da Demurtas, Nino Romano si conferma narratore di un Mediterraneo eterno: dove il mito incontra il futuro, e la pittura diventa ponte tra visibile e anima.

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