Platinum – Un finissage che resta nell’anima
Platinum – Un finissage che resta nell’anima.
Stasera, Reggio Calabria ha trattenuto il respiro.
Alle 16:30 la porta della Galleria Niceforo si è aperta su quel mondo sospeso chiamato *Platinum*, e da quel momento non è stata più solo una mostra: è diventata un incontro di anime.
Le pareti, per quindici giorni testimoni silenziose di sogni tradotti in colore, materia, parola, vibravano ancora di un’energia che non si spegne con il calare del sole. Ogni tela, ogni scultura, ogni verso stampato sul catalogo curato con amore da Sonia Demurtas per l’Accademia Fior di Loto, sembrava sussurrare: “Resta ancora un po’. Non è finita.”
E noi siamo rimasti.
e il cuore aperto; visitatori che, entrati per curiosità, sono usciti con gli occhi lucidi e un nodo in gola.
C’era una dolcezza struggente nell’aria, quella che si respira solo quando qualcosa di prezioso sta per congedarsi.
Le luci della galleria, calibrate con cura da Francesco Logoteta, accarezzavano le opere una per una, come un ultimo saluto: il blu oceano e ipnotico de *Il cuore dell’oceano* di Cristina Corso scintillava come se piangesse diamanti; le texture materiche di altri artisti sembravano respirare; i ritratti charcoal fissavano il pubblico con uno sguardo che diceva “ricordati di noi”.
Si parlava piano, si rideva sommessamente, ci si abbracciava come se non ci si dovesse rivedere mai più – e forse è proprio questo il segreto del finissage: sa di addio e di promessa allo stesso tempo.
Qualcuno ha posato una mano su una tela, come per congedarsi da un amico; qualcun altro ha scattato una foto non per vantarsi sui social, ma per custodire un frammento di emozione da riguardare nei giorni in cui la bellezza sembrerà lontana.
E poi, quando le voci si sono fatte più rade e le luci hanno iniziato a calare, è arrivata quella magia che solo le serate come questa sanno regalare: il silenzio condiviso.
Un silenzio pieno di tutto ciò che era stato detto, dipinto, sognato, amato in quelle due settimane. Un silenzio che non era vuoto, ma colmo di gratitudine.
Magnifica serata, davvero.
Non è stata solo la chiusura di una mostra.
È stato il momento in cui tante anime, per un istante, hanno coinciso: artisti, poeti, spettatori, curiosi, appassionati, sognatori.
Un crocevia di emozioni dove ognuno ha lasciato un pezzetto di sé e ne ha portato via un pezzetto degli altri.
Platinum non è finito stasera.
Si è solo trasformato in ricordo, in racconto, in quel calore che resta sotto la pelle quando si è stati, per un po’, più vicini al bello, più vicini al vero.
Grazie a chi ha reso possibile tutto questo.
Grazie alle opere che hanno parlato.
Grazie alle persone che hanno ascoltato.
E se domani, passando davanti alla Galleria Niceforo ormai silenziosa, vi capiterà di sentire un piccolo vuoto nel petto…
sorridete.
È solo il Platinum che, piano piano, si deposita nell’anima.
Buona notte, Reggio.
E arrivederci, bellezza.










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