Stefano De Angelis nel libro della Biennale di Vibo Valentia

Stefano De Angelis è una delle presenze più intense e poliedriche della prima edizione della **Biennale di Vibo Valentia**, tenutasi dal 13 al 15 dicembre 2025 al Valentianum, sotto la direzione visionaria della critica d’arte **Sonia Demurtas**. Poeta, fotografo e artista visivo romano di adozione calabrese, ha portato alla manifestazione un’opera pittorica che ha colpito per la sua forza evocativa e il sapore antico, contribuendo in modo significativo al volume ufficiale *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro*, a cura di Sonia Demurtas (SD Collezioni Editoriali, in uscita nel 2026). Nato a Roma e residente da anni a Bovalino (RC), Stefano De Angelis ha un percorso segnato da esperienze profonde: maresciallo dell’Aeronautica Militare con missioni internazionali, tra cui il conflitto in Bosnia, ha trasformato il trauma e la riflessione sull’aberrazione umana in urgenza creativa. La sua arte – che spazia dalla poesia alla fotografia fino alla pittura – nasce come rivalsa contro l’oscurità, come messaggio rivolto ai giovani per uscire dal quotidiano e ritrovare luce. Autore di libri che dialogano con l’invisibile, le sue opere visive e verbali cercano di illuminare l’anima, catturando frammenti di bellezza nascosta nel mondo. Nella Biennale *Hipponion Aeterna* – evento ideato da Sonia Demurtas come ponte tra il mito antico di Hipponion e il futuro dell’arte contemporanea – Stefano De Angelis si è distinto con un’opera pittorica che ha sorpreso il pubblico: un ritratto di Gesù ritrovato e fotografato, reinterpretato in chiave settecentesca, con una maestria tecnica che evoca i grandi maestri del passato. Critici e visitatori l’hanno definita un’immagine che sembra emergere da un’epoca lontana, carica di spiritualità e di un messaggio universale di redenzione e speranza. Accanto a nomi come Alfredo Campagna, Nino Romano, Eleonora Laganà, Liliana Condemi e molti altri, la sua presenza ha arricchito il percorso espositivo con un timbro di profondità esistenziale e impegno etico, dialogando con la coralità dell’evento in un equilibrio tra antico e contemporaneo. Pluripremiato in ambiti poetici e fotografici, attivo in collettive e progetti culturali, Stefano De Angelis incarna l’essenza di un’arte che non separa linguaggi: la fotografia cattura la luce reale, la pittura la trasfigura in visione eterna, la poesia la rende parola viva. Le sue creazioni invitano a riflettere sul dolore umano, sulla resilienza e sulla possibilità di rinascita, trasformando l’esperienza personale in narrazione universale. Il volume *Hipponion Aeterna. Genesi di una Biennale tra Mito e Futuro* – interamente a colori e concepito come archivio eterno di quei tre giorni vibranti – dedicherà spazio alla sua figura, con riproduzioni dell’opera esposta, estratti poetici e riferimenti critici che ne evidenziano la capacità di fondere testimonianza storica, estetica classica e urgenza contemporanea. Stefano De Angelis rappresenta quella rara alchimia tra vissuto drammatico e ricerca di bellezza: un artista che non descrive il mondo, ma lo riscatta attraverso la luce, unendo Roma, la Calabria e un respiro internazionale in un unico atto di creazione. Nel contesto del progetto di Sonia Demurtas, la sua partecipazione non è stata solo esposizione, ma contributo essenziale a un dialogo tra generazioni, ferite e speranze. Un creatore che, con la sua opera “settembrina” e il suo sguardo poetico, continua a ricordarci che l’arte può essere rivalsa, consolazione e faro contro l’oscurità. Nel volume curato da Demurtas, Stefano De Angelis si conferma testimone potente di come l’arte possa trasformare il dolore in luce eterna, unendo mito antico e futuro umano in un abbraccio di redenzione e visione.

Commenti