Antonio Franzè Ambasciatore di Pace
**Antonio Franzè: Ambasciatore di Pace nel volume “Poesie per la Pace” a cura di Sonia Demurtas**
In un’epoca segnata da divisioni, conflitti e rumori assordanti, la poesia torna a essere uno degli strumenti più potenti e delicati per coltivare la cultura della pace. Non a caso, Sonia Demurtas – presidente dell’Accademia di Arte e Poesia Fior di Loto e instancabile curatrice di progetti che uniscono arte e parola – ha scelto di dedicare un’intera antologia corale a questo tema: **“Poesie per la Pace”**, un volume in preparazione che raccoglie voci contemporanee unite contro l’odio e a favore dell’umanità.
E tra queste voci, una si distingue con un ruolo speciale: **Antonio Franzè** sarà l’**Ambasciatore di Pace** dell’opera.
Franzè è un poeta che molti definiscono “misterioso”, un artista che raccoglie le sfumature della vita con versi e dipinti, capace di catturare l’essenza più intima delle emozioni senza mai urlare. Le sue opere, selezionate con cura da Sonia Demurtas in molteplici progetti (dal calendario artistico-poetico 2025 alla collettiva “Platinum”), parlano un linguaggio sottile, profondo, capace di sfiorare l’anima senza ferirla. Poeta e pittore al tempo stesso, Franzè trasforma il quotidiano in emozione pura, regalando ai lettori uno sguardo che rallenta, ascolta e nomina l’indicibile senza pretendere di possederlo.
Questo riconoscimento arriva in un momento molto importante, in cui la poesia si rivela fondamentale per aprire il cuore ai sentimenti. In un mondo dove le parole vengono spesso usate per comandare, convincere o dividere, la poesia compie il gesto opposto: crea spazi di ascolto condiviso, minuscoli atti di disarmo interiore. Ci insegna a stare nel dubbio, a vedere la bellezza nel ferito, a riconoscere il dolore senza anestetizzarlo e la gioia senza trasformarla in propaganda.
Portare la poesia tra la gente – come fa da anni Sonia Demurtas con le sue antologie, i calendari e le mostre – significa seminare pace vera, quella che nasce dal basso, dal cuore. E Antonio Franzè, con la sua sensibilità raffinata e la sua capacità di abitare le contraddizioni dell’esistenza, incarna perfettamente questo messaggio. La sua nomina ad Ambasciatore di Pace non è solo un onore: è un atto di fiducia nella parola poetica come strumento di resistenza gentile.
Perché la poesia non ferma i missili, non firma trattati, ma fa qualcosa di più radicale: ricorda all’uomo che è possibile abitare il mondo in modo non predatorio. Ci mostra che le parole possono cucire invece di squarciare, possono ospitare invece di escludere. Quando un verso riesce a far tremare un cuore che si era indurito, in quel momento si sta già costruendo pace: microscopica, domestica, ma autentica.
Grazie a Sonia Demurtas per aver dato vita a questo progetto visionario e grazie ad Antonio Franzè per aver accettato questo ruolo così significativo. “Poesie per la Pace” non sarà soltanto un libro: sarà un invito collettivo a riaprire il cuore, a sentirci insieme, a ricordarci che non siamo ridotti a nemici.
Possiamo ancora ascoltarci.
Possiamo ancora chiamarci per nome.
E con poeti come Franzè, la pace ha già una voce bellissima.



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