Fortunato De Luca sarà nel libro della Biennale di Vibo Valentia a cura di Sonia Demurtas

Il professore Fortunato De Luca sarà presente nel libro della Biennale di Vibo Valentia
Fortunato De Luca, nato a Vibo Valentia, si laurea in Ingegneria Elettronica a Napoli e svolge la professione di progettista di impianti elettrici, elettronici e informatici. Da sempre apprezzato docente di Tecnologie negli istituti superiori calabresi, è anche esperto formatore nazionale, avendo guidato centinaia di percorsi per docenti, dirigenti scolastici e studenti in tutta Italia. In questa prima Biennale d’Arte e Poesia di Vibo Valentia, curata dalla poliedrica Sonia Demurtas, Fortunato De Luca ha collaborato attivamente portando le sue allieve del Polo Professionale “Gagliardi – De Filippis – Prestia” (indirizzo Moda) in una suggestiva sfilata di foulard su cui sono state sovraimpresse – attraverso elaborazioni avanzate – le tele di numerosi artisti nazionali ed europei. Oltre il ruolo organizzativo, De Luca incarna una figura rara: l’umanista tecnologico. Con il rigore dell’ingegnere e la sensibilità del docente, dona alle opere altrui un “soffio vitale” fatto di movimento e dinamismo. Esiste un confine quasi magico dove il silicio incontra la fluidità della pittura: è lì che abita il suo lavoro. Non si limita a manipolare immagini: istruisce l’algoritmo affinché “comprenda” l’intenzione originaria dell’autore, espandendo lo spazio e il tempo dell’opera in una dimensione cinetica nuova. Grazie a questa simbiosi tra intuizione umana e intelligenza generativa, ogni quadro non viene replicato, ma fatto fiorire, animato, rivelato in ciò che era latente. La sua poliedricità vibonese – dalla ricerca storica locale alla presidenza del Gruppo Micologico, fino alla guida di associazioni culturali – si riflette in un approccio organico alla tecnologia: come un archeologo del futuro, De Luca scava nelle texture dei dipinti per riportarne alla luce il movimento nascosto, con la pazienza analitica di chi osserva le ramificazioni della natura. Questa profondità si traduce anche nella sua intensa attività formativa nazionale: l’AI, per lui, non è fine freddo, ma vibrante frontiera dell’umanesimo contemporaneo. In questa Biennale, il suo “pennello algoritmico” ci ricorda che dietro ogni riga di codice pulsa curiosità e passione; che la scienza, quando si pone al servizio della bellezza, genera una meraviglia inaspettata, capace di espandere e far fiorire l’opera – tranquillizzando i puristi e affascinando i modernisti. Alcuni dei suoi lavori – animazioni e rielaborazioni generate con intelligenza artificiale, condivise sui social come Facebook – sono fruibili inquadrando i QR code presenti nel volume con il proprio cellulare. Buona lettura e buona visione! .

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