Recensione dedicata alle opere di Anna De Fulviis e al Trans Digitalismo Materico da lei coniato

Recensione dedicata alle opere di Anna De Fulviis e alla sua Nuova corrente TRANS DIGITALISMO MATERICO, termine CONIATO da Anna de Fulviis 🍀
Anna De Fulviis non si è limitata a praticare un’arte mista di tecnologia e olio. Ha compreso che quella formula, pure corretta sul piano tecnico, restava insufficiente. Dire “arte digitale” o “tecnica mista digitale + olio” non bastava più a definire ciò che stava accadendo sulle sue tele. Serviva un nome nuovo, preciso, capace di indicare un passaggio di soglia. Ed è per questo che Anna De Fulviis ha **coniato** il termine **Trans Digitalismo Materico**. Non era sufficiente. Il Digitalismo, per quanto fertile, rimaneva spesso prigioniero dello schermo, del pixel, della luce fredda e immateriale. Anche quando l’immagine digitale veniva trasferita su tela e ritoccata con l’olio, il linguaggio critico continuava a parlare di “arte digitale” o di “tecnica mista”. Quelle etichette descrivevano il procedimento, ma non catturavano l’essenza dell’operazione. Non dicevano che il digitale, nelle mani di Anna De Fulviis, non era più solo punto di partenza: diventava materia viva, forma, luce, bellezza incarnata.
Nasce così, per mano di Anna De Fulviis, il **Trans Digitalismo Materico**. Il prefisso *Trans* non è ornamentale: indica il varco. È il Digitalismo che attraversa, che si spoglia della pura virtualità e prende corpo nell’olio. È il momento in cui l’immagine generata digitalmente cessa di essere solo digitale e diventa pittura nel senso pieno e antico del termine: spessore, vibrazione, respiro. Forma, luce e bellezza non sono più effetti di software, ma conquiste materiche raggiunte attraverso la pasta oleosa, la velatura, il gesto della mano.
Questa non è una semplice evoluzione tecnica. È la dichiarazione di una nuova corrente. Anna De Fulviis non ha applicato l’olio sopra un’immagine digitale per “abbellirla”. Ha imposto al digitale di diventare altro da sé, di incarnarsi. Ha reso evidente che la sola etichetta “arte digitale” o “tecnologia e olio” non bastava più a nominare ciò che stava nascendo. Ecco perché ha coniato il termine. Ecco perché il Trans Digitalismo Materico non è una descrizione a posteriori, ma un atto fondativo: la nascita di una corrente futura, voluta e nominata dall’artista stessa. Nelle opere esposte in *Il Respiro dell’Arte* e nelle successive mostre, questo passaggio è già leggibile. *Il Pescatore delle Anime*, *Il Bacio di Giove*, *L’Essenza* e le altre tele del 2024 non sono “digitali con olio”. Sono le prime incarnazioni del Trans Digitalismo Materico: il Digitalismo che ha attraversato la soglia e ha preso vita come pittura. Anna De Fulviis non ha soltanto dipinto. Ha nominato. Ha coniato. Ha aperto una corrente.

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