Daniela Ferraro: la voce poetica della Locride tra calendario artistico e “Dall’Amore la Pace” alla Biennale di Filogaso

**Daniela Ferraro: la voce poetica della Locride tra calendario artistico e “Dall’Amore la Pace” alla Biennale di Filogaso**
Daniela Ferraro, poetessa di Locri (Reggio Calabria), è una delle figure più autentiche e riconosciute della poesia contemporanea calabrese e italiana. Laureata in Lettere classiche presso l’Università di Messina, da oltre quindici anni porta avanti un percorso letterario rigoroso e appassionato, fatto di sillogi pubblicate, numerosi premi nazionali e internazionali e una costante presenza nei circuiti culturali del Sud e non solo. Le sue opere – da *Icaro* (2011) a *Cerchi concentrici*, *Piume di cobalto*, *Per le strade e altro*, fino ad *Allo specchio (Confessioni d’Amore)* e alle più recenti *Ludica* e *Dal tramonto all’alba (Resurrezioni)* – delineano una poetica intima e limpida, capace di raccontare l’amore in tutte le sue sfumature: esaltazione, contraddizione, perdita, rinascita. Critici e giurie hanno più volte sottolineato la qualità del suo linguaggio: colto ma accessibile, ricco di soluzioni espressive contemporanee, capace di trasformare l’esperienza personale in riflessione universale. Non a caso è stata spesso definita “la nuova Nosside” di Locri, in riferimento all’antica poetessa locrese. Tra i riconoscimenti più recenti spiccano il Premio “Roma Città Eterna 2025” (edizione speciale Giubileo) e numerosi primi e secondi posti in concorsi prestigiosi, a conferma di una carriera costruita con costanza e autenticità. In questi giorni Daniela Ferraro è protagonista di due importanti appuntamenti che ne testimoniano il ruolo nel panorama artistico-poetico contemporaneo. È presente nel calendario artistico-poetico curato da **Sonia Demurtas** (SD Collection / Accademia di Arte e Poesia Fior di Loto), un progetto ormai consolidato che unisce opere pittoriche e testi poetici in un viaggio annuale tra bellezza, colore e parola. Il calendario, giunto alle sue edizioni più recenti, valorizza artisti e poeti selezionati offrendo loro visibilità attraverso foto, biografie e contributi dedicati: una vetrina elegante e partecipata che Demurtas ha saputo rendere punto di riferimento per molti creatori del territorio e oltre. Al tempo stesso, Ferraro ha partecipato al volume **“Dall’Amore la Pace”**, antologia che sarà presentata ufficialmente **domani, sabato 26 settembre 2026**, in occasione della **Prima Biennale di Filogaso**. L’evento, che trasforma il borgo vibonese in un laboratorio di arte contemporanea per una settimana, unisce pittura, scultura e poesia sotto la direzione artistica di Antonio Teti e la curatela di Sonia Demurtas, in sinergia con il Comune di Filogaso. Nella sezione poesia, accanto a Massimo Spagna, Antonio Franzè, Francesco Saverio Capria, Luigi Vicidomini e alla stessa Demurtas, risuonerà anche la voce di Daniela Ferraro. Il volume “Dall’Amore la Pace” si inserisce perfettamente nel clima della Biennale: un invito a ritrovare, attraverso la parola poetica, il legame profondo tra sentimento e speranza, tra esperienza interiore e messaggio di pace. La presenza di Ferraro in questi contesti non è casuale. La sua scrittura, che da sempre indaga il labirinto dei sentimenti e la possibilità di una rinascita (“dal tramonto all’alba”), dialoga naturalmente con il tema dell’amore come forza generatrice di pace. In un’epoca segnata da tensioni e fratture, i suoi versi ricordano che la poesia può ancora essere gesto di resistenza e di cura: uno spazio in cui le ferite personali si trasformano in dialogo con l’altro e con il mondo. Domani, sulle colline di Filogaso, mentre le opere d’arte dialogheranno con i versi e il volume “Dall’Amore la Pace” prenderà ufficialmente vita, la poetessa locrese offrirà un ulteriore tassello della sua ricerca. Una ricerca che continua a muoversi con eleganza tra tradizione classica e sensibilità contemporanea, tra la terra calabrese e l’orizzonte più ampio della poesia italiana. Daniela Ferraro non si limita a scrivere: abita la poesia come pratica di verità e di bellezza. E in questi giorni di settembre, tra calendario e Biennale, la sua voce torna a risuonare con chiarezza e intensità.

Commenti