Recensione a cura di Sonia Demurtas** Rosa Amerato opera: Tessiture: dalla tradizione al contemporaneo Olio su tela

Recensione a cura di Sonia Demurtas** Rosa Amerato opera: Tessiture: dalla tradizione al contemporaneo Olio su tela
Ci sono opere che non si limitano a essere guardate: ti avvolgono. Ti entrano dentro con la stessa delicatezza con cui una mano raccoglie un filo. L’ultima tela di Rosa Amerato appartiene a questa rara categoria. Una figura femminile, immersa in una luce che sembra nascere dalla nebbia stessa del tempo, regge tra le braccia un globo delicato e prezioso. Intorno a esso, fili sottili si intrecciano, si annodano, si sollevano. Non imprigionano: custodiscono. Non chiudono: collegano.
La pittrice, con un gesto che è insieme antico e profondamente attuale, riconsegna alla tessitura il suo significato originario: quello di costruzione del legame. La donna non avvolge il mondo per possederlo, ma per ricomporne l’unità. Ogni filo diventa memoria, relazione, identità. Ogni intreccio è una storia che si rifiuta di essere dimenticata. Le pennellate di Rosa Amerato sono carezze. Non aggressioni cromatiche, ma sussurri di terra e di cielo. I verdi silenziosi, i bianchi lattiginosi, i bruni caldi della veste creano un’atmosfera sospesa, quasi onirica, dove il mistero non è enigmistica, ma invito. L’opera non spiega: incanta. Non dichiara: incuriosisce. Ti trattiene in un tempo lento, quello stesso tempo che serve a tessere. In un’epoca di connessioni digitali frettolose e fragili, questa tela propone una diversa rete: quella fatta di pazienza, di cura, di appartenenza. Il globo non è più soltanto la terra che abitiamo, ma lo spazio interiore in cui tutte le storie possono ancora incontrarsi. Rosa Amerato, con la sua consueta raffinatezza, dimostra ancora una volta che la pittura può essere atto di ricucitura. E che ogni filo, se intrecciato con verità, può ancora tenere insieme il mondo. **Sonia Demurtas** Critica d’arte Presidente Associazione Fior di Loto

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